Prossimi eventi

Raccolta Fondi per Luoghi Comuni

Gli spazi culturali occupati si raccontano in video
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Il Municipio dei Beni Comuni partecipa alla raccolta fondi per l'autoproduzione del video documentario.

Potete prenotare la vostra prevendita scrivendo a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o direttamente a qualcuno di noi durante le nostre iniziative.

 La cosa migliore è fare donazioni come associazioni o gruppi e sopratutto in questi ultima settimana di raccolta fondi, fare circolare il più possibile l'informazione


Oppure fate direttamente la donazione tramite il sito https://www.indiegogo.com/projects/luoghi-comuni-gli-spazi-culturali-occupati-si-raccontano-in-video 

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Barbiere

Barbiere - di Stefano Caruso e Daniele Milano

Pubblichiamo questo video di produzione indipendente, girato al Distretto 42 nei primi giorni della liberazione dell'ex caserma dall'incuria.

 

 

Troppi ostacoli per l’accesso agli stranieri dei servizi del diritto allo studio

Sinistra Per e Africa Insieme:
“Troppi ostacoli per l’accesso agli stranieri dei servizi del diritto allo studio”

”Il percorso degli studenti stranieri, comunitari e non, all’università di Pisa, nonostante siano in numero crescente da anni, continua a essere irto di ostacoli anche insormontabili”. Lo denunciano in una nota congiunta l’organizzazione studentesca Sinistra Per e l’associazione Africa insieme segnalando che ”è diventato particolarmente difficile per gli studenti non comunitari accedere ai benefici del Dsu (borse di studio, posti letto in alloggi studenteschi e altro)”. 
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Il Lago che combatte

leggi l'articolo su comune.info Il lago è un sogno che si avvera http://comune-info.net/2014/07/lago-sogno-si-avvera/
 

Se toccano ZAM toccano tutti. E non è certo una frase fatta. 

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Oggi in piena estate a pochi giorni dall’anniversario di Genova 2001, a Milano si sgombera lo ZAM.
Un’altra storia che non finirà con un'azione di polizia, perché quanto di immortale costituisce uno spazio sociale sono le idee che non possono che portarci a liberare nuovi spazi, dall’abbandono, a proteggerli dalla speculazione, a restituirli alla cittadinanza,


Complici e solidali con lo ZAM
 

Progetto Rebeldia

per aggiornamenti http://milanoinmovimento.com/primo-piano/zam-sgombero-in-corso-foto-e-video 
 

Tortura di Stato. In ricordo di Genova

attenzione causa maltempo l'iniziativa è spostata a Palazzo Ricci - aula multimediale 

Lunedì 21 luglio
ore 19:30 Apericena Marocchina
ore 21 dibattito
presso palazzo Ricci

 Tortura di Stato. In ricordo di Genova

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ne parliamo con:

Adriano Prosperi - storico

Checchino Antonini - giornalista di PopOff / attivista di Acad (Associazione contro gli abusi in divisa)

Chiara Marigliano - redazione di Sherwood / laureanda con una tesi sul reato di tortura

Modera: Alberto Zoratti - Ex Portavoce del Genoa Social Forum / Municipio dei Beni Comuni
 

Nella serata di lunedì 21 luglio, alle ore 21 presso il giardino della Biblioteca di Storia e Filosofia, il Progetto Rebeldia organizzerà un dibattito dal titolo “Tortura di Stato. In ricordo di Genova 2001”, per ricordare la dura repressione che si scagliò contro i movimenti sociali e per riflettere sulla tortura come dispositivo politico di repressione del consenso e della partecipazione politica pubblica. Gli ospiti che si confronteranno su questo tema saranno lo storico Adriano Prosperi, Checchino Antonini, giornalista di PopOff e attivista di ACAD (Associazione contro gli abusi in divisa), e Chiara Marigliano, laureanda con una tesi sul reato di tortura della redazione di Sherwood.

 

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Anti Degrado Bici Tour - il video

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Beni Comuni. è vicina una stagione di lotte

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L'Italia sospenda l'invio di armi a Israele

Il governo italiano sospenda immediatamente l’invio di sistemi militari a Israele
e promuova una simile misura presso l’Unione europea

L’Italia è oggi il maggiore fornitore di sistemi militari dell’Unione europea verso Israele e proprio nei giorni scorsi, durante i raid aerei israeliani su Gaza, Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccanica, ha inviato i primi due aerei addestratori M-346 alla Forza Aerea israeliana
Fonte: Rete Disarmo - 11 luglio 2014

M346 armati“Il governo italiano sospenda immediatamente l’invio di armi e sistemi militari a Israele e si faccia promotore di una simile misura presso l’Unione europea”. Lo chiede la Rete Italiana per il Disarmo, che raggruppa le principali organizzazioni italiane impegnate sui temi del disarmo e del controllo degli armamenti, a fronte dell’escalation delle ostilità nella Striscia di Gaza che – come ha affermato il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon – stanno portando ad una spirale fuori controllo.

L’Italia è oggi il maggiore esportatore dell’Unione europea di sistemi militari e di armi leggere verso Israele e proprio nei giorni scorsi, durante i raid aerei israeliani su Gaza l'azienda Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccanica ha inviato i primi due aerei addestratori M-346 alla Forza Aerea israeliana.

 

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Pisa ritorna al futuro

 Il futuro che vogliamo per la città di Pisa

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Il 4 luglio abbiamo visto in faccia cosa è la speculazione e la difesa della rendita in città: una situazione inaccettabile, tanto più nel periodo di crisi sociale ed economica che stiamo vivendo. Migliaia di metri cubi abbandonati, palazzi costruiti e lasciati a marcire in attesa di essere svenduti o di qualche grande opera di speculazione che ne faccia volano per nuovi sfruttamenti e privazioni di pubblica utilità.

Abbiamo attraversato la città di Pisa colorati e festosi svelando - se ancora ve ne fosse bisogno - questo inaccettabile coacervo di interessi. Lo abbiamo fatto seguendo un faro, quello della Costituzione, dell'articolo 42 in cui si dice che i beni pubblici e privati, a prescindere dal titolo proprietario, devono avere una funzione sociale.

 

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Il sigillo della Costituzione su migliaia di metri cubi abbandonati al degrado

In conclusione dell'Anti Degrado Bici Tour che ha visto i suoi partecipanti toccare e  simbolicamente riaprire alcuni luoghi sensibili della città, viste le preoccupanti situazioni di degrado e abbandono in cui vertono questi ultimi, 

 Il Municipio dei Beni Comuni ribadisce che 

l'Amministrazione deve essere custode e garante della cura del proprio territorio, impedendo che il bene comune venga travalicato da logiche estranee a esso, con il ricorso agli strumenti ampiamente prescritti dalla Costituzione della Repubblica italiana; 

le amministrazioni devono predisporsi affinché possano ricevere senza eccezioni le istanze e le proposte in materia di riqualificazione e recupero degli spazi provenienti dal basso, anche qualora queste ultime fioriscano ai margini della legalità, in quanto espressione di un bisogno reale e inalienabile. 

Per tale ragione, Il Municipio dei Beni Comuni chiede che 

gli spazi compresi nelle tappe dell'Anti Degrado Bici tour (ex Colorificio ToscanoPalazzo dei TrovatelliMattonaia , ex Asl di via Zamenhof, Parco urbano di Cisanelloex hotel Fossabandaex Caserma 'Curtatone e Montanara ') siano al più presto ricondotti all'uso sociale, così da colmare in minima misura il bisogno di spazi sollevato da più parti della cittadinanza. 

MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

 

Caro Marino, diamo fuoco all'ovvietà!

Solidarietà del Municipio dei Beni Comuni al Teatro Valle

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«Affinché il teatro possa tornare ai romani, serve anche un’assunzione di responsabilità da parte degli occupanti che devono al più presto rendere disponibile la struttura per favorire il processo di rilancio del prezioso spazio culturale, anche facendo tesoro dell’esperienza fino ad ora maturata».

Grazie Marino... forse non te ne sei accorto ma è proprio per mezzo di quell'assunzione di responsabilità collettiva dei cittadini che il 14 giugno del 2012 è stata presa la decisione di occupare il Teatro Valle. Il teatro da quel giorno è tornato ai romani avviando il rilancio del prezioso spazio culturale. Questa esperienza è riuscita ad oltrepassare i confini della capitale stimolando e inspirando la liberazione di tanti altri spazi in tutta Italia avviando percorsi di riconversione del patrimonio comune culturale e urbano.

I lavoratori e lavoratrici dello spettacolo assieme ai cittadini romani hanno donato un nuovo volto a quel teatro riuscendo – da quel palcoscenico occupato – a porre nuove questioni sociali, dal diritto alla città all'autogestione dei beni comuni, rideclinando questo concetto attraverso nuove forme di democrazia che pongono l'accento sull'accesso condiviso e orizzontale agli spazi culturali e ai servizi che offrono.
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